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GAGLIOPPO

PASSIONE ROSSA DELLA CALABRIA

GAGLIOPPO

VITIGNO

Calabria è una regione meridionale italiana sul “pollicione” della penisola italiana. A nord confina con la Basilicata e il Massiccio del Pollino, a sud-ovest della Calabria si trova la Sicilia, ad ovest il Mar Tirreno e ad est il Mar Ionio.

La regione è una penisola lunga e stretta ed è costituita per il 42% da aree montuose, 49% aree collinari e solo il 9% da pianure. Il Massiccio del Pollino separa la Calabria dal resto d’Italia. Questa zona è caratterizzata dalla presenza sia di vaste aree boschive, che di vasti altopiani quasi privi di vegetazione. La maggior parte della parte bassa della Calabria è stata dedita all’agricoltura per secoli, con un versante meridionale ricco di vigneti e frutteti per la produzione di agrumi. Nella parte settentrionale invece sono presenti ulivi e castagni (1).

Ciro Rosso DOC è un vino che si distingue dagli altri ed è composto per il 95% da Gaglioppo e per il 5% da Greco Bianco e Trebbiano Toscano. Può essere prodotto sia come varietà Superiore, eccedendo i 13.5% abv, sia come qualità Riserva comportando una maturazione di almeno due anni, e come Classico, che deve essere prodotto nelle zone tradizionali più antiche. I vini sono caratterizzati da un corpo tannico e robusto, una buona struttura, alto contenuto alcolico, stile tradizionale ed un’intensa nota fruttata. Queste varietà di vini sono generalmente consumati dopo tre o quattro anni di maturazione, anche se potrebbe essere necessario un maggior lasso di tempo affinché i tannini si affievoliscano. Anche vini rosè e bianchi e bianchi fanno parte di questo DOC e vengono prodotti con almeno un 90% di Greco Bianco e Trebbiano (1).

Il nome Gaglioppo deriva dal greco e significa “bel piede”: infatti, grappoli maturi di Gaglioppo (conosciuto anche come Cirotana nell’area calabrese di Bivongi) sono pieni, rotondi ed invitanti.

È una delle varietà di vini italiani più antica: il Krimisa, un vino che si dice sia a base di Gaglioppo, era il premio per i vincitori dei giochi olimpionici. Krimisa prende il nome da Cremissa, il nome antico della città di Cirò, una delle tre maggiori città greche situate nel territorio calabrese e famosa per la presenza di un tempio devoto al vino (2).

Recenti studi sul DNA hanno portato alla luce il fatto che il Gaglioppo sia un incrocio naturale tra Sangiovese e Mantonico. Il Mantonico è una vite tipica della Calabria e anche casa del Gaglioppo. Utto ciò significa che Gaglioppo e Frappato siano correlati, anche in luce del fatto che i due vini condividano determinate caratteristiche. Il Gaglioppo possiede dei grappoli compatti conico-piramidali da medio-larghi a larghi ed acini ovali medio-larghi. Esistono diversi biotipi di Gaglioppo: il Caparra descritto a Gaglioppo Paesano e a Gaglioppo Napoletano nel 1921. Magliocco, Magliocco Dolce e Magliocco Canini vengono talvolta descritti come Gaglioppo, anche se questi nomi si riferiscono in realtà a varietà diverse e non dovrebbero essere mai utilizzato in relazione al Gaglioppo (2).

I Gaglioppo sono stati storicamente afflitti da colori rossi e aranciati e questo è anche spiegato dal profilo delle antocianine della vite. Cianine e peonine rappresentano oltre il 60% delle antocianine del Gaglioppo: si tratta di antocianine instabili che possono ossidarsi facilmente, quindi vini in cui sono presenti questi tipi di pigmento tendono a perdere colore nel tempo (2).

Il Gaglioppo si trova quasi solamente in Calabria e raggiunge il suo massimo potenziale nell’area di Cirò, sulle coste del Mar Ionio. La zona include i paesi di Cirò Marina, Crucoli e Melissa. Il Gaglioppo è usato in vini calabresi DOC come il Bivongi, il Donnici, il Lamezia, il Pollino ed il Savuto tra gli altri. Il clima calabrese è caldo e secco, il che aiuta le coltivazioni di Gaglioppo a completare la propria maturazione. La vite del Gaglioppo è forte e vigorosa, producendo frutti ad alta contenuto di zuccheri, pur mantenendo un livello di acidità medio.

Le migliori produzioni di Cirò, o di qualsiasi vino Gaglioppo, emanano un aroma di piccoli frutti a bacca rossa, scorza di limone, con una delicata nota di sottobosco simile ad un Nebbiolo, che risulta tuttavia più leggero e salato. Se di dubbia produzione, è un vino astringente e completamente privo di aromi fruttati.

1.) Botturi & Meraviglia "Panoramica sui vini italiani"
2.) D'Agata, Ian. "Le uve da vini native d’Italia"